Scirri: «Mozione sul consenso rinviata senza discussione, ora torna in Consiglio»

Diana Scirri Consigliera Comunale

La mozione sul disegno di legge in materia di violenza sessuale e consenso, di cui è prima firmataria la consigliera Diana Scirri e sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione, tornerà in discussione nella prossima seduta del 30 aprile. «Si tratta di un tema di estrema rilevanza, che riguarda la definizione stessa di violenza sessuale nel nostro ordinamento e il principio fondamentale secondo cui solo un consenso libero e consapevole può escludere la violenza. Il dibattito è oggi più attuale che mai. Negli ultimi giorni, il Parlamento europeo ha chiesto con chiarezza una definizione comune di stupro a livello UE basata sull’assenza di consenso, in linea con la Convenzione di Istanbul e con le legislazioni più avanzate. Parallelamente, in Italia il percorso del disegno di legge continua a suscitare forti critiche da parte di associazioni, centri antiviolenza ed esperti, anche per l’impostazione che rischia di riportare al centro il tema del “dissenso” anziché quello del consenso» è il commento della consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra Diana Scirri.

«Proprio per questo sorprende quanto accaduto nella scorsa seduta di Consiglio: durante la discussione della mozione non è stato possibile concludere l’intervento di presentazione, perché la maggioranza ha chiesto e ottenuto il rinvio della trattazione. Una scelta imposta con la forza dei numeri e giustificata con la richiesta di un ulteriore approfondimento, la cui natura appare difficile da comprendere. Il punto, infatti, è molto chiaro: si tratta di decidere se definire la violenza sessuale a partire dall’assenza di un consenso libero e consapevole oppure mantenere un’impostazione che continua, di fatto, a porre sulla vittima l’onere di dimostrare di essersi opposta. Non è stato inoltre consentito di portare a termine nemmeno la presentazione della mozione, impedendo un confronto pieno e consapevole su un tema così delicato» argomenta l’esponente di AVS.

«Si tratta di un episodio che si inserisce in un contesto più ampio: nella stessa seduta, anche la mozione sulla garzaia dell’ex Eridania era stata liquidata senza una reale discussione nel merito. Un modo di procedere che rischia di svuotare il ruolo del Consiglio comunale, riducendo gli spazi di confronto e di approfondimento su temi rilevanti per la città. Se davvero si ritiene che un tema sia importante, allora lo è anche da meritare tempo, ascolto e rispetto per il lavoro consiliare che sta alla base della sua presentazione. È fondamentale che su un tema di questa portata il confronto avvenga in modo aperto e pubblico, anche alla luce del dibattito nazionale ed europeo in corso, perché le scelte normative su questi temi non sono mai neutre: riguardano diritti, libertà e autodeterminazione» conclude Scirri.

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