Martedì sera si è tenuto un incontro organizzato dai Circoli PD Romiti, Cava-Villanova, Centro Storico e Ospedaletto-Foro Boario con la partecipazione della sottosegretaria alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna Manuela Rontini, dei consiglieri regionali Valentina Ancarani e Daniele Valbonesi e di Nicola Pasi, della segreteria del presidente de Pascale. Introdotta dalla segretaria del Circolo Romiti Marcella Evangelista, la serata ha fatto il punto sui lavori in corso lungo il fiume Montone e sulla variante al PAI Po, pubblicata a fine 2025 dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, su cui è in corso un ampio confronto tra le istituzioni coinvolte, Regione, Comuni e Autorità di Bacino, e con cittadini, imprese, associazioni e comitati.
Gli interventi sul Montone. Sono 18 gli interventi pianificati da Regione e struttura commissariale lungo il corso del fiume: messa in sicurezza di sponde e briglie, opere di difesa spondale, pulizia e ampliamento dell’alveo da monte a valle. Di questi, 12 sono già conclusi, tra somme urgenze e urgenze, per 11 milioni di euro. A breve si aggiungeranno il risezionamento e l’abbassamento dell’alveo nel tratto tra Porta Schiavonia e il ponte della ferrovia, 2,5 milioni per aumentare la capacità di deflusso e laminazione. Altri 5 interventi, pari a 27 milioni in capo a Sogesid, sono in progettazione per la sistemazione degli alvei, con miglioramenti arginali e abbassamento delle golene dal ponte della ferrovia fino al Canale Emiliano-Romagnolo.
«Sono interventi fondamentali, sui quali occorre accelerare — dichiarano i consiglieri Ancarani e Valbonesi —. La gestione affidata alla società statale Sogesid sta dimostrando, come già nella sistemazione delle frane collinari, una lentezza incompatibile con le esigenze dei territori. Sul monitoraggio dello stato di avanzamento dei lavori, sia la Regione sia la struttura commissariale sono impegnate quotidianamente».
«Accanto alla ricostruzione — continuano i consiglieri — è importante proseguire nel costante lavoro di manutenzione dei fiumi, condizione necessaria per favorire il decorso delle acque ma non sufficiente per affrontare eventi fuori portata come quelli del 2023 e 2024. Per questo è fondamentale introdurre una strategia preventiva di lungo termine, che ci difenda da eventi simili o superiori a quelli vissuti. Il nuovo PAI serve esattamente a questo: individuare le opere necessarie a ridurre la piena dei fiumi a monte della città, attraverso il potenziamento della capacità di laminazione, la realizzazione di nuove casse di espansione e il rafforzamento delle difese spondali».
«Occorre tuttavia evidenziare — spiegano Ancarani e Valbonesi — come, a fronte dei 6 miliardi stimati per realizzare le opere contenute nella variante, ad oggi il Governo abbia messo a disposizione 1 miliardo di euro. Sulle aree di tracimazione controllata, misura anch’essa prevista dal piano e su cui il dibattito è ampio, riteniamo positivo il confronto avviato dalla Regione con l’AdBPo per trovare una soluzione che salvaguardi le tante realtà produttive che qualificano le nostre aree agricole. La proposta avanzata dal Presidente de Pascale, che condividiamo, ribadisce con chiarezza la necessità di procedere prioritariamente alla realizzazione delle opere a monte per cui esistono già risorse e capacità di spesa».
«Ringraziamo la sottosegretaria Rontini — concludono i consiglieri e il PD forlivese — per la grande disponibilità con cui è stato possibile non solo ricostruire con puntualità lo stato di avanzamento dei lavori e dei finanziamenti, ma anche rispondere alle sollecitazioni e alle richieste di chiarimento emerse dai tanti cittadini presenti, accogliendo il loro invito a effettuare un sopralluogo sul fiume Montone insieme al presidente de Pascale».