Caso Terna: sì alla mozione PD per salvare il suolo agricolo

gruppo consiliare del Partito Democratico

Fumata bianca a Forlì in Consiglio comunale sul delicato dossier della nuova centrale di conversione elettrica che la società Terna intende realizzare sul territorio. Martedì scorso, con una mozione presentata dal Gruppo consiliare del Partito Democratico, il dibattito è approdato nell’aula cittadina: «Finalmente il nostro question time ha rotto un silenzio dell’Amministrazione che fino ad oggi aveva lasciato nell’incertezza sia le forze politiche sia i residenti» attaccano i Dem forlivesi.

Il confronto assembleare ha registrato un’importante svolta politica, portando a una convergenza unitaria tra maggioranza e opposizione su un tema che tocca da vicino il futuro ambientale ed economico della comunità. Pur riconoscendo il valore strategico dell’opera, inserita nel quadro degli investimenti nazionali per la transizione energetica, il progetto di Terna — che individua come area preferenziale un comparto di ben 12 ettari tra le frazioni di Borgo Sisa e Villa Rotta — ha sollevato forti e comprensibili preoccupazioni tra i cittadini. L’impatto sul paesaggio, sulle attività economiche e il pesante consumo di suolo agricolo rischiano infatti di gravitare su una zona già duramente colpita dall’alluvione del 2023 e da recenti e massicci interventi edificatori.

Con l’approvazione del documento dem, la Giunta si è ufficialmente impegnata a intensificare il dialogo con Terna per valutare localizzazioni alternative. «L’obiettivo condiviso è quello di spostare l’infrastruttura verso aree già urbanisticamente compromesse o degradate — come zone industriali dismesse o adiacenti a infrastrutture esistenti — salvaguardando i terreni agricoli vergini e i centri abitati. Su spinta dell’opposizione, il Comune dovrà inoltre sottoporre a Terna le proposte emerse direttamente dai comitati dei residenti e dai soggetti locali, che includono aree bisognose di interventi di bonifica» precisano i consiglieri del PD.

L’accordo unanime vincola l’Esecutivo locale anche sul fronte delle tutele e dei benefici economici: l’Amministrazione richiederà a Terna le massime misure di mitigazione ambientale e di sicurezza, oltre alle compensazioni economiche più elevate consentite dalla legge. Su questo punto, il Partito Democratico ha ottenuto una clausola territoriale fondamentale: i fondi derivanti dalle compensazioni non saranno dispersi nel bilancio generale del Comune, ma dovranno essere interamente reinvestiti in opere pubbliche e infrastrutture destinate proprio ai quartieri e alle frazioni che ospiteranno l’impianto. Con il voto favorevole dell’aula si apre ora la fase negoziale; i dem hanno già annunciato che manterranno alta la guardia per garantire che gli impegni presi di fronte alla cittadinanza vengano tradotti in atti concreti al tavolo con Terna.

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