Domani a Forlì “Una caduta verso l’alto”

Manuela Racci

Ne sono convinto, sarà sicuramente un evento culturale unico, come sempre sono tutti gli incontri con Manuela Racci, magica autrice e guida nel mondo, noto o ancora inesplorato, del sapere e delle sue tensioni. Domani, giovedì 18 giugno, alle ore 21,00 al Giardino Gio di Forlì in corso della Repubblica 117-119 la protagonista di tanta vita intellettuale cittadina presenterà la sua ultima opera “Una caduta verso l’alto. Tra Buio e Luce, storia di un Ritorno”.

Mi immagino che non sarà affatto solo la presentazione di ordinaria promozione di un titolo, ma sarà soprattutto un viaggio del pensiero, della possibile emozione di trovarsi all’improvviso sospesi nell’incertezza del domani, dopo, magari, un tragico, imprevedibile incidente. Del contenuto di “Una caduta verso l’alto” ho già scritto pochi giorni fa, sempre su queste pagine, adesso voglio sottolineare quanto la presentazione di quest’opera sarà occasione di un percorso alla sorgente di quella sete di conoscenza, sapere e riflessione che, senza dubbio alcuno, costituiscono il bagaglio valoriale culturale di Manuela Racci, così vivifico e pure salvifico in un frangente drammatico.

Non dubito che sarà una presentazione controcorrente, come sempre si rivela l’audacia innovativa del pensare e riflettere, dunque non sarà una presentazione sbadiglievolmente di circostanza, ma un colpo d’ala per una concreta caduta verso l’alto contro quella che Pier Paolo Pasolini definiva “triste omologazione interpretativa conformista degli avvenimenti e degli uomini”. In fisica “una caduta verso l’alto” è la definizione ossimorica del moto di un corpo, lanciato verso il cielo, che poi decelera sino a fermarsi e, dunque, riprecipitare a terra per effetto dell’inesorabile legge di gravità.

Domani sera, con la presentazione della sua ultima opera Manuela Racci sfiderà anche la legge fisica e volerà, farà volare oltre qualunque “buco nero”, interrogativo ed esistenziale, del nostro cammino.

Franco D’Emilio

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