Dalla cronaca forlivese sono sempre più indotto a pensare come nella nostra città, tanto mala condotta, segni ormai una regressione dall’Homo Sapiens all’Homo Insipiens, ma non solo, considerato quanto spesso, infatti, si passi oltre, verso l’Homo Stultus o, in alcuni casi, addirittura verso l’Homo Minus Habens ovvero poco dotato intellettualmente. È il decadimento, anche l’abbrutimento, persino l’imbastardimento di una Forlì, inesorabilmente declinante in tanti suoi comportamenti e tante sue attività: dalla politica all’economia, dalla cultura all’istruzione, dalla morale all’etica del suo assetto sociale.
Su questa linea è inevitabile che accada un po’ di tutto, ovviamente in peggio, col rischio che piano piano il peggio senza fine non sorprenda più, ma costringa solo ad un’amara rassegnazione, pure sollecitata da tanto pretestuoso giustificazionismo sociologico e psicologico. Tutto questo principalmente conseguenza del fatto che l’attuale Forlì manca di un progetto culturale ed educativo, sospinto da un programma di fattiva volontà realizzatrice. Forlì è una città infelice e illusa, insoddisfatta e avida.
Non sorprende, dunque, e ci si rassegna al cinismo dell’ignobile commercio al nero di posti letto in spazi angusti e indegni; al crescente fenomeno dell’idiota criminalità delle gang giovanili; allo sperpero del danaro pubblico per corrispondere più ai piaceri che ai reali bisogni collettivi; all’idea che il tanto peggio trovi attenzione e possibile giustificazione più di quanto ne abbia il meglio cittadino in termini di valore e merito.
Al riguardo, vergognoso l’imbrattamento di spazi del Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci De Calboli di Forlì per i festeggiamenti eccessivi della maturità scolastica da parte di taluni giovani, rimasti cretinamente immaturi sul piano umano. Alcuni neo-maturi hanno lordato con sporcizia varia (vedi foto), addirittura con il lancio di uova e farina la dignità e il rispetto della scuola che per anni ha curato, a questo punto vanamente, la loro educazione: questo, forse, un segno di riconoscimento e gratitudine?
Una denuncia andava fatta e, magari, tuttora può ancora presentarsi: non c’è giustificazione plausibile del lurido vandalismo accaduto. Mi dispiace che sia stato gravemente offeso il nostro liceo, dove come genitore ho sempre trovato più che apprezzabile l’impegno educativo e formativo, di cui ha beneficiato anche mio figlio, testimoniandone il valore con il suo 100 e lode alla maturità.
Eppure, né mio figlio né i suoi compagni, allora dichiarati maturi, si lasciarono andare a festeggiamenti orgiastici, imbecilli, confondendo il conseguimento di una meta con la libertà licenziosa di fare cosa cazzo volessero. È una questione di stile, di educazione, innata nell’Homo Sapiens, ma ignota all’Homo Insipiens o Stultus oppure Minus Habens, ora appunto nei panni degli (im)maturi ragazzotti, pochi giorni fa stupidamente festaioli al liceo scientifico forlivese.
Franco D’Emilio