Alea sopravvive anche grazie al dietrofront di Daniele Mezzacapo

il nuovo punto Alea

Appena venerdì scorso 10 luglio l’ennesima sceneggiata di Alea, la maldestra azienda di raccolta dei rifiuti a Forlì, per riscattarsi agli occhi degli utenti dal suo abituale, pessimo e inaffidabile servizio. Alleluia alleluia, a tale scopo un nuovo sportello dell’azienda, leader indiscussa di tanto disservizio, è stato aperto nei presi di Corso della Repubblica, entro la cosiddetta Galleria Vittoria, luogo recentemente riqualificato da un lungo degrado e abbandono, ma vai a sapere per quanto tempo, considerato quanto siano labili, inconsistenti le ragioni, possibili motrici di un suo duraturo recupero.

Dunque, un nuovo punto Alea che “recepisce le richieste avanzate da residenti, commercianti e comitati di quartiere. Presso la struttura i cittadini potranno interfacciarsi con il personale del servizio clienti per svolgere diverse pratiche: sarà possibile chiedere informazioni sulla propria posizione contrattuale e sui contenitori del porta a porta, effettuare segnalazioni e ritirare sacchetti per il secco residuo e l’umido”. E sai che novità, roba da leccarsi i gomiti per ogni utente forlivese, sinora solo considerato Pantalone che paga e deve tacere, spesso accusato, controllato e vessato da Alea!

Meglio tardi che mai, seppur addirittura 8 anni dopo l’inizio del servizio Alea, appunto dal 1° gennaio 2018, quando ancora a Forlì governava la sinistra che, sconfitta alle amministrative del ’19, avrebbe poi lasciato al centrodestra dell’era Zattini la pesante eredità del rapporto monnezzaro con una società, per gli utenti soltanto sinonimo di incapacità e demerito a costo crescente. Basta farsi un giro per la città, in periferia come in centro, per rendersi conto quanto sia deplorevole la raccolta dei rifiuti a Forlì.

D’altronde, tutto perfettamente coerente con l’omonimia di Alea con la parola latina “alea” che significa rischio, azzardo, sorte incerta, quindi con l’implicita sfiga, già compresa nel nome societario: eppoi si dice che il latino è una lingua morta, inattuale! Invece, appena infarinati di minimo latino, i dirigenti di Alea hanno davvero peccato di presunzione, anzi di cesarismo sul filo di alea iacta est, ignari che in latino dado si dica talus e solo estensivamente possa tradursi alea. Qualcuno dirà che faccio sfoggio di latinorum, sempre meglio che darla a bere con fischi per fiaschi.

Una domanda, però, s’impone: perché sin dal suo avvento alla guida di Forlì il centrodestra non ha mai rotto con Alea, pur nell’evidenza del suo disservizio? Ricordo solo un trascorso consigliere comunale nella persona di Daniele Avolio battersi contro Alea, nella consapevolezza di non volersi rendere responsabile della creatura di un “ecomostro di servizio”, inadatto alle necessità dei cittadini forlivesi. Che dire, invece, della contraddizione, tanto generosamente voglio definirla così, dell’avvocato Daniele Mezzacapo.

Quest’ultimo, candidato leghista del centrodestra alle amministrative del ’19, dichiarava testualmente in un’intervista “Alea, dal mio punto di vista, è un problema. … per come è cresciuta e si è evoluta è scappata di mano … In tanti hanno creduto alla bugia assoluta che fare Alea significasse spegnere l’inceneritore di Forlì”, sottolineando, di seguito, anche il fallimento del progetto pubblico e locale di questa azienda come “società in house” per la gestione della raccolta rifiuti. Poi, da vicesindaco e assessore in dietrofront, sullo stesso tema Mezzacapo ha sofferto di una permanente amnesia, rivelatasi però opportunisticamente utile a supportare, l’appetito vien mangiando, la nomina nel ’21 della leghista Simona Buda alla presidenza di Alea, carica riconfermatale nel ’24.

Aurum non olet, ma anche la spazzatura non sempre fa cattivo odore, lo dimostra la politica rattoppante e conciliante del centrodestra forlivese, il cui fallimento attuale nella raccolta dei rifiuti è in perfetta continuità con quello inavveduto dello sconfitto centrosinistra. Eppure, eccolo lì, il gotha amministrativo della monnezza forlivese nella foto “santino”, a memoria dei posteri, dell’eccezionale inaugurazione, celebrata lo scorso 10 giugno, del nuovo, organizzatissimo, strategico Punto Alea in Galleria Vittoria a Forlì per contratti, reclami, bidoni e bidoncini per la rottura di palle e, soprattutto, di costo per un servizio che non funziona.

La pazienza degli utenti forlivesi di Alea è colma e nulla esclude che anche in questa circostanza non si corra il rischio, con le parole di Pino Daniele, che “Masaniello è crisciuto e Masaniello è turnato … nun nce scassate ‘o cazzo”.

Franco D’Emilio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *