“Elogio del parricidio”: la filosofia dell’opera lirica esplora il legame tra padri e figli al Giardino Giò

Giardino Gio all'ex Hotel della Città

È possibile tessere un “elogio del parricidio”? L’uccisione del padre, sia essa reale o simbolica, nasce spesso come reazione violenta a una preesistente violenza paterna. Un’indagine filologica rivela infatti che la parola “padre” custodisce un nucleo d’ombra storicamente legato alla difesa della patria potestas. Di fronte a questo potere, i figli sembrano condannati a un bivio drammatico: farsi schiacciare dall’autorità, rinunciando alla propria maturità spirituale, oppure commettere un parricidio, rischiando però di diventare a loro volta i nuovi oppressori.

Esiste una terza via per uscire da questo circolo vizioso? A questa domanda cercherà di rispondere Andrea Panzavolta nel secondo appuntamento della rassegna “A Sophia piace l’opera. Tre incontri sulla filosofia dell’opera lirica”. L’incontro, dal provocatorio titolo “Elogio del parricidio”, analizzerà il tema partendo dall’etimologia del termine per poi addentrarsi in tre capolavori della lirica: La traviata e Aida di Giuseppe Verdi, e I maestri cantori di Norimberga di Richard Wagner.

Attraverso la filosofia della musica e con il supporto di contributi cinematografici e iconografici, il relatore dimostrerà che un’alternativa pacifica e transitabile è possibile. L’evento di lunedì 6 luglio, organizzato dall’Associazione 50&Più, si terrà al Giardino Giò in corso della Repubblica 117/119 a Forlì con inizio alle ore 21,00. L’ingresso è libero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *