Forlì aderisce al progetto regionale: scuole aperte dal 31 agosto per sostenere le famiglie

Scuola banchi vuoti

Il Comune di Forlì ha pubblicato l’avviso per partecipare al progetto sperimentale “La scuola che riparte dal 31 agosto 2026”, iniziativa promossa dalla Regione Emilia-Romagna per offrire alle famiglie un servizio educativo, ricreativo e di socializzazione nelle due settimane precedenti l’avvio del nuovo anno scolastico. La misura, riservata ai Comuni sede di Atuss e annunciata dalla Regione lo scorso 18 maggio, è stata organizzata dall’amministrazione comunale in poco più di un mese attraverso un percorso di confronto e coordinamento che ha coinvolto scuole, enti del Terzo Settore e associazioni del territorio. Un lavoro che il Comune definisce come una vera e propria alleanza della comunità educante cittadina.

Alla sperimentazione hanno aderito tutti gli Istituti Comprensivi forlivesi, ciascuno con almeno un plesso di scuola primaria, oltre alla scuola paritaria La Nave. Un risultato che consentirà di garantire una presenza diffusa del servizio sull’intero territorio comunale, con un’offerta educativa capillare rivolta agli alunni delle scuole primarie. Le attività prenderanno il via lunedì 31 agosto e accompagneranno i bambini fino all’inizio delle lezioni attraverso laboratori educativi, attività sportive, percorsi espressivi, iniziative ricreative e momenti di socializzazione.

La gestione sarà affidata agli enti del Terzo Settore già impegnati nelle attività extrascolastiche pomeridiane e nei servizi educativi estivi, oltre alle associazioni di promozione sociale che gestiscono i polisportivi cittadini e i centri estivi ospitati nei plessi scolastici. Le domande di partecipazione potranno essere presentate esclusivamente online dal 29 giugno al 13 luglio tramite la piattaforma dedicata disponibile sul sito del Comune. Per supportare le famiglie nella compilazione delle richieste sarà attivato un servizio di assistenza coordinato dall’Unità Diritto allo Studio con il coinvolgimento delle segreterie scolastiche degli istituti aderenti.

Il numero dei posti disponibili dipenderà dalle risorse assegnate dalla Regione Emilia-Romagna. Nel caso in cui le richieste superassero la disponibilità finanziaria, saranno applicati i criteri di priorità previsti dall’avviso pubblico. Particolare attenzione sarà riservata ai bambini con disabilità, ai quali verrà garantita priorità di accesso e un’organizzazione delle attività orientata alla piena inclusione.

«La vera forza di questa iniziativa è il lavoro di squadra che siamo riusciti a costruire in tempi molto rapidi – sottolinea l’assessora alla Scuola del Comune di Forlì Paola Casara -. Tutti gli Istituti Comprensivi della città hanno aderito al progetto e questo dimostra la solidità della comunità educante forlivese e la capacità di fare rete attorno a un obiettivo condiviso».

Casara evidenzia inoltre il valore della collaborazione con il Terzo Settore e con le associazioni che operano nei polisportivi cittadini, considerate dall’amministrazione una garanzia di continuità e qualità educativa, oltre all’attenzione riservata all’accessibilità del progetto e all’inclusione dei bambini con disabilità.

Per l’Amministrazione comunale la sperimentazione rappresenta anche un banco di prova per nuovi strumenti di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro delle famiglie, con l’obiettivo di valorizzare la rete educativa costruita negli anni sul territorio forlivese e verificare la possibilità di rendere strutturale il modello anche in futuro.

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