Aperti per voi: l’iniziativa del Touring Club dedicata alla Basilica di San Pellegrino

chiesa san pellegrino Forlì

Venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno torna Aperti per Voi “Sotto le stelle”, l’evento promosso dal Touring Club Italiano che dà l’opportunità di scoprire il patrimonio culturale italiano con una luce diversa, quella della sera. Cinquanta città, oltre cento appuntamenti per trasformare luoghi d’arte e cultura in esperienze particolari. Sei i filoni tematici di quest’anno: i Luoghi del viaggio, i Luoghi della letteratura, i Luoghi dei saperi e delle tradizioni, le Dimore Storiche, i Luoghi dell’arte e, novità di quest’anno, i Luoghi dello sport.

In Romagna sono previsti due appuntamenti, sabato 13 a Forlì, con due visite guidate alla Basilica di San Pellegrino Laziosi e domenica 14 a Faenza dove sarà aperto Palazzo Laderchi. Nella giornata di sabato 13 giugno, alle ore 20,30 e alle ore 21,30, la guida Chiara Canali e il cultore di storia locale Gabriele Zelli condurranno due visite guidate alla Basilica di San Pellegrino Laziosi, piazza Morgagni 4. Interverrà Franco Sami, referente del Touring Club per Forlì e Comuni del Circondario.
Partecipazione libera. Per informazioni: 3493737026.

In tutto il mondo San Pellegrino Laziosi, detto anche San Pellegrino da Forlì, è venerato come patrono e protettore degli ammalati terminali. In seguito all’espandersi dell’Ordine dei Servi, il suo culto si è esteso nel mondo. Nella Chiesa dei Servi di Maria il progetto della cappella dedicata al Santo fu avviato nel 1609 ma realizzato solo a partire dal 1626 quando, il 15 luglio, fu solennemente posata la prima pietra. I lavori terminarono nel 1638 e il 15 maggio 1639 vi fu trasportato il corpo di Pellegrino che, a quel momento, era ancora solo beato. Nel 1719 fu affidato all’archetto forlivese Giuseppe Merenda il compito di redigere un progetto per ampliare tutto il luogo di culto che interessò anche la cappella del santo con la demolizione della parete di fondo per poter aggiungere un nuovo vano a forma di abside così come lo vediamo oggi.

Alcuni documenti fanno risalire la presenza dell’Ordine dei Servi di Maria Forlì al 1271, quando questi occuparono una struttura religiosa già esistente e in stato di abbandono nella contrada di Campostrino. L’attuale edificio sacro mostra elementi che ne attestano le origini romano-gotiche, come lo splendido portale ogivale d’ingresso, in pietra e laterizio, decorato da raffinate cornici con motivi intrecciati e sorretto da colonnine tortili. Numerosi furono nei secoli gli interventi di restauro e di risistemazione, tuttavia quello che portò l’edificio all’attuale aspetto è riconducibile al XVIII secolo, quando si determinò la trasformazione della chiesa dalle originarie forme gotiche a quelle barocche.

Di grande interesse è anche la trecentesca Sala del Capitolo, ove i Servi di Maria si riunivano per pregare e per dedicarsi alla lettura e al commento dei testi sacri. Lungo le pareti sono collocati i semplici ed eleganti scranni in noce su cui prendevano posto i frati. Qui si trova il Crocifisso tra Maria e San Giovanni Evangelista, straordinario affresco trecentesco attribuito a Giuliano da Rimini, davanti al quale Pellegrino Laziosi ottenne la guarigione. La stessa sala è ricca di diversi affreschi e frammenti di opere pittoriche murarie tanto da poterla considerare una vera e propria “antologia dell’affresco”, come la definì lo storico Giuliano Missirini (1922-2000).
Nel 1977 papa Paolo VI (1897-1978) elevò la chiesa allo status di “Basilica minore”. Per l’importanza delle opere presenti, come lo straordinario monumento sepolcrale di Luffo Numai (XV secolo-1509), fu poi dichiarata monumento nazionale.

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