Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Forlì chiede che venga fatta piena luce sulle principali criticità che, a suo giudizio, interessano l’aeroporto “Luigi Ridolfi”. Secondo il Movimento, i cittadini hanno il diritto di conoscere lo stato della sicurezza dello scalo, gli impatti ambientali e la situazione economico-finanziaria della società di gestione.
Sicurezza del territorio
Secondo il M5S, una delle principali criticità riguarda il sorvolo delle aree urbane. In caso di utilizzo della pista 12, in direzione Bologna, gli aeromobili sorvolano quartieri densamente abitati nei quali sono presenti numerosi siti sensibili, tra cui l’Ospedale Pierantoni, scuole dell’infanzia, asili nido, istituti scolastici, RSA, centri per anziani, impianti sportivi, parrocchie, centri commerciali e il parco urbano. Il Movimento ricorda inoltre che, nel 1979, un incidente aereo avvenne nelle vicinanze di via Salvemini, provocando quattro vittime. Per la pista 30, in direzione Forlimpopoli, il M5S evidenzia invece il sorvolo dell’area naturalistica “I Meandri del Fiume Ronco”, sito di interesse europeo.
Il Gruppo richiama inoltre il Piano di Rischio Aeroportuale (Delibera n. 70/2012), sottolineando che il censimento del carico antropico e dei siti sensibili presenti nelle aree di tutela A, B, C e D, ritenuto necessario per la predisposizione del Piano di Emergenza Esterno da parte di Prefettura e Protezione Civile, non risulterebbe ancora effettuato dal Comune di Forlì nonostante le richieste avanzate negli anni.
Particolare attenzione viene posta sul Polo Aeronautico e Aerospaziale, situato a ridosso della pista e ricadente nella zona C del Piano di Rischio Aeroportuale. Pur riconoscendo che gli edifici scolastici sono stati realizzati prima dell’entrata in vigore del PRA e risultano conformi sotto il profilo urbanistico, il Movimento ritiene che la presenza di oltre 2.500 tra studenti e personale scolastico rappresenti un elemento di particolare criticità dal punto di vista della sicurezza.
Secondo il M5S, anche il previsto insediamento della Fondazione ERIS-Mercury nelle aree C e D del PRA richiede ulteriori valutazioni. Per questo motivo il Gruppo chiede che Comune e Regione richiedano a ENAC l’elaborazione delle curve di isorischio previste dalla normativa vigente, così da poter adottare eventuali misure di mitigazione del rischio ai sensi dell’articolo 715 del Codice della Navigazione. Il Movimento segnala inoltre che, a suo avviso, non risultano ancora predisposte le mappe di vincolo previste dagli articoli 707 e 708 del Codice della Navigazione.
Ambiente
Sul fronte ambientale il M5S evidenzia come non sia stata ancora completata la procedura di zonizzazione acustica aeroportuale. La commissione competente, costituita nel 2007, si sarebbe riunita per la prima volta soltanto nel giugno 2025. Secondo il Movimento, l’assenza della zonizzazione impedisce oggi l’attivazione degli strumenti di monitoraggio, mitigazione, risanamento e compensazione previsti a tutela della popolazione esposta al rumore aeroportuale.
Per quanto riguarda la qualità dell’aria, il Gruppo sottolinea che una delle compagnie operanti sullo scalo utilizza aeromobili di costruzione risalente a circa venticinque anni fa, ritenuti più rumorosi e maggiormente impattanti sotto il profilo emissivo. Il Movimento richiama inoltre l’attività della scuola di volo “Professione Volare”, autorizzata all’utilizzo della pista per esercitazioni “touch and go”, che comportano ripetuti decolli e atterraggi con sorvoli della città a bassa quota per diverse ore consecutive.
Secondo il M5S, in assenza della zonizzazione acustica, i cittadini non dispongono degli strumenti necessari per richiedere eventuali misure di mitigazione, come l’individuazione di rotte preferenziali. Il Gruppo riferisce inoltre che Arpae avrebbe dichiarato di non avere competenze sul monitoraggio delle emissioni aeroportuali, in quanto tale attività non sarebbe prevista dal Piano regionale della qualità dell’aria.
Situazione economico-finanziaria
Il Movimento richiama anche i dati economici della società di gestione Forlì Airport (FA), evidenziando un capitale sociale pari a 12 milioni di euro e contributi pubblici ricevuti per oltre 1,5 milioni di euro tra il 2023 e il 2024, oltre ai 3 milioni di euro erogati nel 2020 durante l’emergenza Covid. Secondo il M5S, dal 2021 le perdite cumulative supererebbero i 24 milioni di euro. Il Gruppo evidenzia inoltre il progressivo calo dei passeggeri transitati nello scalo: 2023: 134.978 passeggeri; 2024: 132.110 passeggeri; 2025: 117.053 passeggeri.
Secondo quanto riportato dal Movimento, la Camera di Commercio avrebbe richiesto chiarimenti sui bilanci della società senza ricevere risposta entro i termini indicati, mentre non risulterebbero ancora depositati i bilanci più recenti. Il M5S osserva inoltre che non risulterebbe effettuata la ricapitalizzazione della società e richiama la necessità di garantire piena trasparenza nell’utilizzo dei finanziamenti pubblici.
Piano di sviluppo
Il Movimento evidenzia infine che lo scalo non dispone ancora di un Piano di Sviluppo Aeroportuale approvato da ENAC. Il piano presentato nel dicembre 2023, secondo il Gruppo, non avrebbe ancora avviato il relativo iter autorizzativo. Viene inoltre richiamato lo stanziamento regionale di 12 milioni di euro destinato nel triennio agli aeroporti di Parma, Rimini e Forlì per sostenere il traffico aereo attraverso la copertura della cosiddetta Council Tax.
La richiesta del Movimento
Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle precisa di non essere contrario allo sviluppo dell’aeroporto, purché il rischio imprenditoriale rimanga in capo ai soggetti gestori e non ricada sulla collettività. Per questo motivo il Movimento chiede che Comune di Forlì, Regione Emilia-Romagna, ENAC, ARPAE, Prefettura, Camera di Commercio e gli altri enti competenti forniscano chiarimenti pubblici sulle questioni evidenziate, con particolare riferimento alla sicurezza, alla tutela ambientale, alla sostenibilità economica e alla trasparenza amministrativa.